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Till Brönner

Trombettista prodigioso e crooner, ma anche compositore e arrangiatore, Till Brönner è un’autentica star in Germania e USA. Molto amato per il modo ‘vivace’ e virtuosistico con cui suona la tromba e per il sensazionale mix di fusion e jazz bebop, così come per gli arrangiamenti jazz delle opere di George Gershwin, Brönner sta ‘aggiornando’ la sensibilità bebop tradizionale con elementi di r&b e hip-hop. Nato nel 1971 a Viersen, Germania, Till Brönner si appassiona sin da ragazzo al jazz, seguendo le orme dei suoi idoli: Louis Armstrong, Charlie Parker, Freddie Hubbard, Dizzy Gillespie e soprattutto Chet Baker. ‘Generation of jazz’ (1993), il suo primo solo album (con Ray Brown e Jeff Hamilton), lo catapulta poco più che ventenne in vetta alle classifiche tedesche. Seguiranno altri clamorosi successi, fra i quali ‘Rio’, un meraviglioso omaggio alla musica brasiliana, prodotto nel 2009 da Larry Klein e pubblicato dalla Verve. Questi successi fanno di lui il musicista tedesco più venduto nella storia del jazz. Tromba e voce alla Chet Baker, dotato di una straordinaria tecnica e grande vena creativa, è stato nominato due volte per il Grammy award. Artista trasversale, ha collaborato con importanti musicisti jazz e pop come Dave Brubeck, James Moody, Monty Alexander, Chaka Khan, Natalie Cole, Tony Bennett, Ray Brown, Johnny Griffin, Nils Landgren, Lou Bega, Pat Metheny, Arturo Sandoval, Gregory Porter e molti altri. L’album ‘Nightfall’ uscito per Sony music nel 2018 e realizzato con il contrabbassista Dieter Ilg, è il frutto di una lunga e intensa collaborazione tra due grandi musicisti e un’appassionata affermazione della libertà del jazz. L’album, poi diventato un progetto live di grande successo, include tra le altre, le stupende versioni di ‘A thousand kisses deep’ di Leonard Cohen e ‘Eleanor Rigby’ dei Beatles, oltre a composizioni originali del duo. La scelta dei pezzi è una prova sufficiente del fatto che i due musicisti non volevano incastrarsi in una setlist fissa. Se il jazz è sempre stato espressione della libertà individuale, allora questa indipendenza si manifesta qui, priva di miti, nel loro approccio ad un materiale così variegato e nella spontaneità con cui lo maneggiano. Canzoni di Leonard Cohen, Beatles e Britney Spears, brani di Jerome Kern, Johnny Green e Ornette Coleman, composizioni di Johann Sebastian Bach e Melchior Vulpius, cui si aggiungono alcune loro creazioni originali: la gamma di emozioni e influenze è quasi ineguagliabile.

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