Silvia Azzoni e Oleksandr Riabko — una coppia tanto nella vita quanto sulle punte — che rappresenta uno dei riferimenti contemporanei più raffinati del balletto internazionale.
Silvia Azzoni nasce a Torino nel 1973 e inizia la sua formazione alla Baletna Skola della sua città natale. Successivamente si trasferisce in Germania per perfezionarsi alla Scuola del Hamburg Ballet, dove studia sotto la guida di maestri come Dragica Zach, Marianne Kruuse, Ilse Wiedmann e Kevin Haigen. Oleksandr Riabko nasce a Kiev, in Ucraina. Si forma alla Kyiv Ballet School con Vladimir Densisenko, per poi proseguire gli studi presso la School of the Hamburg Ballet dopo la selezione al prestigioso Prix de Lausanne. Entrambi entrano nell’ Hamburg Ballet negli anni ’90: Silvia nel 1993, Oleksandr nel 1996.
Silvia Azzoni viene promossa solista nel 1996 e prima ballerina (principal) nel 2001. Nel corso della sua carriera ha interpretato alcuni dei ruoli femminili più significativi del repertorio classico e neoclassico — molti dei quali creati per lei dal celebre coreografo John Neumeier. Tra i titoli: Romeo e Giulietta, La Bella Addormentata, Lo Schiaccianoci, Giselle, Sylvia, La Sylphide, Onegin, Jewels e molti altri. Oleksandr Riabko nello stesso periodo (fine anni ’90, primi 2000) viene promosso solista nel 1999 e poi principal dancer nel 2001. Anche lui ha interpretato ruoli centrali nei grandi classici e nei titoli del repertorio contemporaneo dello Hamburg Ballet, collaborando spesso con Neumeier.
Oltre che compagni di palcoscenico, Azzoni e Riabko sono una coppia nella vita. La loro unione — personale e artistica — ha aggiunto un valore profondo alle loro interpretazioni: l’intesa, la sensibilità condivisa e l’alchimia rendono ogni loro passo un momento di grande complicità e lirismo.
Negli ultimi anni, il duo ha scelto anche percorsi più intimi e originali: come ad esempio lo spettacolo “Echoes of Life”, presentato in tournée in Europa, con coreografie contemporanee e neoclassiche su musica dal vivo, pensato per valorizzare la loro sensibilità artistica e la complicità scenica e umana. Un altro progetto recente è “Reflections of the Mind” — coreografia di Kristína Paulin per la compagnia italiana Cantiere Danza — in cui Silvia e Oleksandr fungono da interpreti principali, contribuendo a un dialogo fra danza classica, contemporanea e narrazione moderna.
Danzatori raffinati, entrambi eccellono sia nel repertorio classico sia in quello contemporaneo — capace di sposare la tradizione con un linguaggio moderno e coinvolgente. Le loro esecuzioni sono conosciute per la profondità emotiva, la capacità di trasmettere sentimento e introspezione — qualità che emergono con forza soprattutto nelle performance in coppia. Attraverso tournée, spettacoli in Italia e all’estero, e nuovi progetti coreografici, Azzoni e Riabko rappresentano una “fusione culturale” (italiana e ucraina/germanica) e un ponte tra scuole di danza, tradizioni e innovazione.
Echoes of life
