Ostheimer ci invita ad esplorare il potenziale umano attraverso un viaggio, un’odissea, fra caos e amore, oscurità e luce, fragilità e forza.
La coreografia, da cui emerge chiaramente il linguaggio corporeo tipico del lavoro di Sita Ostheimer, diventa una ricerca poetica verso “l’altro”, una lettera d’amore verso la resilienza, la capacità umana di sopravvivere, rinnovarsi e trasformarsi.
