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Semianyki

“Semianyki” è la voce russa per l’italiano “famiglia”, ed è un ritratto folgorante e denso di umorismo di un interno casalingo grottesco. Follia poetica e umorismo corrosivo sono ben mixati dalla leggendaria compagnia Licedei di San Pietroburgo – ora Semianyki – il primo teatro russo di clown e di mimi, creata nel 1968 da Slava Polunin, il più grande clown vivente. Come in Slava, la figura del clown dei Semianyki non rispecchia l’immagine stereotipata del pagliaccio con il naso rosso presente nei circhi. I clown russi sono clown da teatro, senza nasi rossi e immense scarpe, ma con il volto truccato di bianco e un abbigliamento che esaspera grottescamente l’aspetto esteriore. Il loro spettacolo è uno splendido omaggio al Clown come figura, allo stesso tempo, tradizionale e contemporanea.
Lo spettacolo racconta della lotta interna al potere di una famiglia sgangherata, fra un padre alcolizzato che minaccia di andarsene, una madre perennemente incinta e un esercito di piccole pesti che sembrano voler uccidere padre e madre. Una serie di rapidi quadri surreali dipinge la quotidianità di questa “normale” famiglia russa. Senza l’uso delle parole, ma solo attraverso una mimica poetica, unione di corpo e di sguardi che va dritta al cuore scatenando il riso e la commozione. Lo spettatore viene portato nella vita quotidiana del popolo russo, fatta di nostalgia, difficoltà economica e gioia di vivere, un vero trittico della perestrojka post-sovietica.
‘In Semianyki scoviamo la mimica francese, la Commedia dell’Arte all’italiana e il clown popolare russo. La compagnia fonde tali stratificazioni artistiche in un linguaggio assai meno spontaneo e decisamente più colto di quanto non voglia sembrare, raggiungendo un meraviglioso equilibrio, una tecnica perfetta d’esecuzione degli interpreti, data da una scattante energia interiore che ci riporta all’autentico spirito del circo, fatto di ribellione tragicomica e sconfinata poesia.’ ©FermataSpettacolo